La Basilica di Sant’Eustachio in Pontone di Scala - la storia

La BasilicaLa città di Scala, costituitasi in forma urbana verso il 1070, come una realtà episcopale del ducato marinaro di Amalfi, era divisa in sei contrade. Una di queste, Pontone, era di certo la maggiormente popolata; in essa risiedevano soprattutto le famiglie nobili della città, dedite in particolare alla produzione della lana ed al commercio con il Mediterraneo occidentale.

Una delle più importanti stirpi aristocratiche della contrada di Pontone fu di certo la d’Afflitto. Essa abitava in una casa-torre, provvista di bagno arabo e collocata in una postazione strategica del territorio.

Di fronte alla loro residenza originaria essi edificarono, nel corso del XII secolo, la chiesa di S. Eustachio. Essa era dedicata al martire romano considerato per antica tradizione il capostipite della prosapia dei d’Afflitto; il cognome stesso richiamerebbe, secondo una versione tramandata nella predetta famiglia, l’afflizione subìta dal martire fondatore del casato.

Dell’originale edificio, di recente restaurato restano imponenti vestigia.

Il suo impianto, attestato almeno dal 1187, risulta essere impostato su tre navate ed evidenzia la pianta basilicale.

La chiesa-basilica possiede una cripta sottostante ed è orientata, come tutte le chiese medievali, verso est.

Le navate erano in origine separate da grandi colonne marmoree con capitelli classici di spoglio, trasportati da varie zone del Mediterraneo; esempi di tali testimonianze scultoree sono tuttora visibili appoggiati al pavimento dell’edificio di culto.

Le pareti esterne delle absidi mostrano decorazioni con tarsie bicromi che delineano archi intrecciati e motivi a stella, caratteristici del mondo islamico spagnolo ed africano.

Lungo le pareti laterali strette saettiere favorivano un tempo, quando il luogo di culto era completamente chiuso dalla copertura a volte sulle navate secondarie e a tetto su quella principale, la distribuzione della luce solare; in particolare, quella dell’abside centrale permetteva un pregevole effetto di luce dorata in alcune ore della giornata, effetto tuttora evidente nella soprastante chiesa dell’Annunziata di Minuta.

All’ingresso vi erano in passato due leoni marmorei stilofori, ora evidenti nell’Albergo Caruso, che fu la residenza ravellese dei d’Afflitto si dal 1240.

Lo stile artistico ed architettonico della basilica di S. Eustachio di Pontone fu trasferito, come ha dimostrato lo studioso statunitense Glenn Lowry, dalla nobiltà mercantile scalese, che aveva incarichi di prestigio presso la curia regale di Palermo e soprattutto dai d’Afflitto, nella Sicilia normanna.